Qual è il re della nostra tavola? Sicuramente il pomodoro!

Il mese di Agosto in Abruzzo e nello specifico a Teramo (città in cui vivo), non è solo sinonimo di sole, mare, montagna, calura…..ma anche di POMODORO! L’appuntamento con il più amato frutto delle cucina italiana, non a caso veniva chiamato pomo d’amore, ricorre ogni anno in questo periodo dell’anno perché usanza vuole che ci si faccia la conserva sufficiente perché si stia bene tutta l’annata.

Ebbene sì a casa mia e delle mie sorelle, sono bandite le conserve industriali, si fa tutto da noi perché come dicono i nonni “è nandra cos!” (“è un’altra cosa!”) 😉 .

Di seguito vi illustrerò tutti i vari procedimenti ed i macchinari necessari: e sì perché il lavoro è organizzato come nelle fabbriche: A CATENA!!! Qui non si scherza per niente!

Il nostro nonno paterno Ferdinando detto Dandino, è un esperto contadino e fino all’anno scorso era lui che coltivava la bellezza di 400 piante di pomodori e ci riforniva dell’agognato frutto. Quest’anno, all’età di ottant’anni, ha deciso di ridimensionare l’orto quindi, come la maggior parte dei teramani, siamo dovuti andare a caccia di pomodori (essendo questa stagione di conserve, sono introvabili). Per fortuna, dopo tanto peregrinare, siamo riusciti a portare a casa un quintale della varietà “a pera” e uno di “romanelle”, bisogna infatti essere bravi a mischiare pomodori con caratteristiche diverse ma complementari. I primi più acquosi e i secondi più duri, creano insieme la giusta densità che dovrebbe avere una passata di pomodoro.

La prima cosa da fare è lavarli per bene e metterli all’interno di cassette, tutti noi poi ci posizioniamo intorno a queste e con ciotole e coltelli, iniziamo a tagliare i pomodori in pezzi più piccoli che andranno poi fatti passare attraverso un macchinario che separa la buccia e i semini dalla polpa.

vale

pom

In seguito aggiustiamo la passata con sale fino e abbondante basilico.

pomo

Dopo aver preparato le bottiglie (lavate ed asciugate), si passa all’imbottigliamento. Con una pompa a cui sono collegati due tubi, uno posizionato all’interno della bagnarola per aspirare la polpa e l’altro all’interno del collo della bottiglia, si riempiono una alla volta le conserve che poi verranno chiuse.

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Una volta tappate tutte le bottiglie, queste vengono fatte bollire in grandi contenitori (sembrano cisterne) ripieni d’acqua per circa due ore (molto importante è inserire correttamente le bottiglie all’interno altrimenti c’è il rischio che si rompano tutte).

Di solito le conserve vengono riposte in cantina il giorno dopo e tutti gli utensili e i macchinari vengono lavati e ricollocati al loro posto per essere poi riutilizzati ad Agosto dell’anno prossimo.

Insomma avrete capito che è una vera faticaccia ma vi assicuro che una volta assaggiato il sugo che ne viene fuori, è davvero difficile rinunciarvi 🙂 .

Vi lascio con questa canzone perchè oltre al pomodoro, la giornata di oggi ha avuto anche un altro protagonista: la famiglia 🙂 .

Valeria

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4 thoughts on “Qual è il re della nostra tavola? Sicuramente il pomodoro!

  1. alessiazuccheroecannella agosto 22, 2013 alle 9:04 am Reply

    Che ricordi! Io vengo dalla provincia di Pescara, e in questi giorni anche la mia famiglia è immersa fino al collo nella salsa di pomodoro! 🙂 Peccato che devo aspettare ancora un po` per godermi la salsa fatta in casa visto che resto ad Amburgo fino a fine novembre…

    • valealevale agosto 22, 2013 alle 9:59 am Reply

      E’ vero Alessia queste attività con la famiglia, soprattutto se riguardano il cibo, fanno tornare alla mente tanti bei ricordi!

  2. sonnatapaperoga settembre 10, 2013 alle 12:12 pm Reply

    Ciao bellezze! Ho nominato il bostro blog nel “Versatile Blogger Awards”. Spero vi possa far piacere. A presto 🙂

    • valealevale settembre 11, 2013 alle 6:13 pm Reply

      certo che ci fa piacere anzi ne siamo onorate!!! grazie per aver pensato a noi 🙂

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